• Maggie

Beyond our lives - #casualgaming

È da qualche settimana che mi va di parlarne, ma ho sempre rinviato perché non sapevo se farne un post sul blog o no. Così ho deciso di aprire una nuova rubrica: "Casual gaming". Un'altra mia grande passione sono i videogiochi (tant'è che questo medium è diventato il protagonista della mia tesi di laurea), anche se ammetto di non giocare molto. Sono decisamente una casual gamer. I miei generi preferiti vanno dagli rpg fantasy, gli adventure game, le avventure grafiche, ho amato alla follia per anni i giochi fatti con rpg maker - se non avete presente, quelli pixellosi, ad esempio Mad father, The Witch's House, Pocket mirror e tanti altri. In alcuni periodi della mia vita ho apprezzato molto anche i god-mode e gli strategici - The Sims, Sim City e alcuni capitoli della saga di Age of Empires, per intenderci. Nei videogiochi io ho sempre preferito lo sviluppo della trama al gameplay. Perciò mi sono costruita una cultura videoludica principalmente grazie a YouTube, che mi ha permesso di colmare moltissime lacune, soprattutto riguardo ai classici videoludici. Non ho mai avuto abbastanza pazienza per giocare tanti capitoli, nella mia lista di giocati (e completati) ce ne sono davvero pochi. Fatte queste premesse, mi piacerebbe ogni tanto farvi conoscere dei titoli interessanti (nonostante io sia tutt'altro che un'esperta in materia e abbia ancora tanto da imparare), semplicemente come una ragazza appassionata che vi parla di un gioco che le è piaciuto. La caratteristica di "Casual gaming" sarà la cura con cui è stato creato un gioco e la sua accessibilità a chi, come me purtroppo, non ha tanto tempo o voglia di videogiocare.

Apriamo questa rubrica quindi con un titolo per mobile che mi ha fatto conoscere una mia amica di recente: Beyond our lives. Sono un'amante dei giochi investigativi che portano infine a scoperte commoventi. Ad esempio ho amato, e amo ancora con tutto il cuore, To the moon, a mio parere un piccolo capolavoro del genere adventure su rpg maker, non tanto per la qualità grafica o per il gameplay, ma proprio dal punto di vista della trama. Io vi sfido a non scoppiare a piangere quando arrivate alla fine del gioco (ma anche prima, per i più emotivi come me). Il piacere del pianto, si suol dire. Vi verrà voglia di strozzare e abbracciare allo stesso tempo gli sviluppatori per la sofferenza emotiva che il gioco vi ha provocato. Una storia dalla dolcezza infinita. Comunque, non siamo qui per parlare di TTM, altrimenti spenderei ore intere a farlo. Beyond our lives è un gioco progettato con la collaborazione di Toscana Promozione Turistica, per il progetto IN-Etruria. In sostanza è un'avventura grafica che ti mette nei panni di una studentessa universitaria di archeologia, Lavinia, che deciderà di investigare sugli studi, riguardo al popolo etrusco, che stava compiendo il suo amico Sergio prima della sua morte precoce per malattia. La storia è strappalacrime e più coinvolgente di quanto potessi immaginare, pur essendo un gioco che si finisce in un'ora, o poco più. Lo scopo principale del gioco era probabilmente quello di far conoscere un po' a tutti il patrimonio etrusco toscano e credo che sia riuscito molto bene nella sua opera di divulgazione. Trovo che i videogiochi votati in parte alla divulgazione storica o scientifica siano delle perle da preservare. Per farvi un ennesimo esempio, starei ore intere ad osservare le ambientazioni di Assassin's Creed Odyssey, uno degli open-world più belli che ho avuto modo di giocare di persona.

Tengo a fare i miei complimenti agli sviluppatori di TuoMuseo per il lavoro ben fatto.

Anche lo stile grafico mi ha colpita. Non è certo il mio stile di disegno preferito, ma ammetto che è molto particolare e adatto al messaggio che il videogioco vuole trasmettere. Il gameplay forse è un po' troppo lineare. Avrei preferito poter interagire un po' di più con il gioco. Forse più che un'avventura grafica si potrebbe quasi definire una visual novel per la scarsa interazione ricercata nel giocatore. Credo, nonostante ciò, che sia un'esperienza da vivere. È sicuramente un buon approccio con il videogioco per chi non è abituato o non ama molto l'interazione tipica del medium. Inoltre è completamente gratuito. Ve lo consiglio caldamente perché è davvero carino e potreste commuovervi per la dolcezza del finale.

Vai a vedere il videogioco sul PlayStore

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Margherita A. Terrasi

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Autrice e grafica, Milano

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