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"Il lavoro perfetto" di Arianna Ciancaleoni - Recensione

Aggiornato il: 23 lug 2019



Ho letto con piacere “Il lavoro perfetto” di Arianna Ciancaleoni, sapendo fin dall’inizio che sarebbe stata una vicenda che mi avrebbe divertita e fatta riflettere allo stesso tempo.

Ciò che traspare da questo libro è la condizione di una neolaureata in lingue che trova lavoro in poco tempo, come per miracolo. Si ritrova quindi in un ambiente tossico, che la porta a fare sempre lunghi straordinari non pagati, ad essere mobbizzata, sfruttata fino all’osso e a intraprendere una cura di antidepressivi. Bianca, la protagonista, si vede ingrassare, smette totalmente di prendersi cura di sé stessa, non vede più i genitori, gli amici, smette di uscire, addirittura di respirare (infatti avrà anche frequenti attacchi di panico) nel periodo in cui lavorerà per questa azienda. Nulla è come se lo aspettava, nemmeno il suo impiego, che non sarà come traduttrice, bensì un ruolo di mediatore tra le imprese e i traduttori, nemmeno ben definito perché verrà sballottolata da un ruolo all’altro senza ricevere alcun tipo di rimunerazioni.

Mi piace molto come la Ciancaleoni ha strutturato questo romanzo, perché sembra davvero di stare vivendo le esperienze che vive la protagonista. È un libro molto immersivo: percepiamo l’angoscia e la felicità della protagonista come fossero nostre. Bianca è un personaggio a tutto tondo e si vede che l’autrice ci ha messo molto del suo carattere e dei suoi trascorsi. I personaggi sono interessanti e realistici, hanno sempre qualcosa da raccontare e non sono mai piatti. L’atmosfera quasi drammatica che si respira nei primi capitoli, leggendo appunto della depressione di Bianca, viene spesso smorzata da prese di posizione di quest’ultima e da alcuni aneddoti divertenti, che sono un’ottima strategia per mantenere alta la curiosità del lettore.

Personalmente non sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine di questo libro, ero troppo curiosa di vedere cosa sarebbe successo alla fine. Sono davvero felice di averlo potuto leggere e questo credo sia un buon segnale per capire se un libro è scritto bene o meno.

La storia ha un ottimo ritmo, non è mai noiosa, nonostante le ambientazioni siano bene o male sempre le stesse: infatti Bianca trascorre la maggior parte del libro rinchiusa a lavorare in ufficio. Questo stratagemma narrativo permette al lettore di comprendere meglio l’oppressione che il personaggio è costretto a subire. Eppure, nonostante le ambientazioni non cambino molto, scorre velocemente, mi ha fatta commuovere, mi ha fatta ridere. La storia è coinvolgente, proprio perché i personaggi sembrano persone realmente esistenti.

Questo libro potrebbe anche essere una biografia per quanto è accurato nei più piccoli dettagli. La scrittura è immediata e molto scorrevole, ho apprezzato il modo in cui è stato scritto, perché, nonostante sia molto semplice da leggere, non ti dà l’impressione di qualcosa di scritto di getto. C’è del cuore e grande impegno, si sente.

L’unica cosa che ho poco gradito è stato l’utilizzo delle parentesi tonde nella prosa, ma è davvero un nulla rispetto a ciò che mi è piaciuto del libro (ovvero tutto!).

Non sono un’amante delle storie romantiche, devo dire la verità, e quando mi ritrovo un libro che parla d’amore sono sempre riluttante anche solo ad aprirlo. Invece, questo libro mi ha coinvolta così tanto che alla fine le vicende romantiche che coinvolgono Bianca hanno appassionato anche me, almeno per quanto possano piacere ad una persona con i miei gusti. Perché è successo questo? Perché vi è un ottimo equilibrio tra le storie d’amori falliti e non della protagonista e il resto della trama, che comunque si sviluppa sulla professione di Bianca ed è ciò che mi ha interessata più di ogni altra cosa. Ho apprezzato, inoltre, che il romanzo si chiuda nei tempi, lasciandoti la giusta suspense per prepararti al gran finale. Devo dire che è stata una bellissima esperienza letteraria, ve la consiglio, soprattutto se (a differenza mia) siete amanti del romance, ma anche se non lo siete.

L’autrice ha del talento nella scrittura, nella sua biografia ha scritto che ha iniziato a scrivere a nove anni. Complimenti! Questo dovrebbe essere il suo secondo libro, e per essere solo la seconda pubblicazione è davvero molto bello. Sono davvero curiosa di leggere qualche altra sua opera, magari più recente, in futuro. Mi dispiace solamente di non potermi dilungare in sproloqui legati alle vicende del libro perché vi farei degli spoiler e io voglio che voi andiate a leggerlo, perché merita.


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Margherita A. Terrasi

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Autrice e grafica, Milano

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