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"L'illusione della fenice" di Demetrio Verbaro - Recensione



Se vi piacciono i libri un po’ particolari e con una vena misteriosa, “L’illusione della fenice” fa al caso vostro. Il libro mi ha catturata fin dall’inizio grazie alla scrittura scorrevole di Verbaro e alla particolarità del racconto in sé. Non saprei definirlo con un genere in particolare, però se dovessi farlo penserei a qualcosa di introspettivo e con giusto un briciolo di fantascienza.

Il libro è sostanzialmente suddiviso in tre storie. Inizialmente ho pensato che si trattasse di una raccolta di racconti, ma quando mi sono accorta che il protagonista si chiamava sempre Thomas, mi si è accesa una lampadina. Tutte le vicende del libro hanno un finale tragico, di sicuro non adatto alle persone sensibili, ma il vero fascino di queste ultime sta nel filo conduttore che c’è tra di esse. Trovo molto carina la scelta dell’autore di far viaggiare Thomas attraverso vite diverse, non vi svelo in che modo, altrimenti vi farei un grande spoiler.

I personaggi sono interessanti, capaci di tenere accesa l’attenzione sulla storia. La suspense che si concentra alla fine del libro ed esplode come un tuono quando poche parole ci portano alla comprensione dell’intero racconto. “Boom” ho pensato, davvero un finale perfetto per questo libro.

Mi è piaciuta soprattutto la prima storia, perché l’ho trovata molto più coinvolgente e mi ha fatta affezionare al personaggio di Sara. Ho riso quando l’autore si è autocitato nella terza storia, che burlone!

In questo libro Verbaro descrive l’amore con delicatezza quasi poetica e riesce a farti percepire immediatamente quando dei personaggi sono rilevanti per la storia o meno.

Vi consiglio tanto di leggerlo, perché è molto carino e coinvolgente. Sarete travolti dalla dolcezza e dalla malinconia.

In conclusione vivere “L’illusione della fenice” è un po’ come vivere un sogno a occhi aperti, vi sentirete davvero come se foste all’interno di un’esperienza onirica del protagonista. C’è qualche sfumatura di fantascienza, ma è ovvio che non fosse nell’intenzione dell’autore approfondire questo genere. Il tema ricorrente del libro è sicuramente quello dell’amore e della perdita. L’autore sa come prenderti e accompagnarti nel triste e inconsapevole viaggio del protagonista, fino al suo ultimo respiro.


Trama


Il romanzo è diviso in tre storie che si svolgono in luoghi geografici diversi e in momenti storici differenti. Tre vicende che narrano di amore, sofferenza, vita, speranza, cadute e rinascite. I protagonisti sono legati da qualche filo visibile e da molti invisibili, come i personaggi di uno spettacolo di marionette fatte muovere da un abile burattinaio. Ma cosa possono avere in comune Sara, una contadina sedicenne rimasta suo malgrado incinta, che vive nel periodo del dopoguerra a Mosorrofa, un piccolo paese della Calabria, aggrappato all’Aspromonte, con Amy, un’attrice che lavora nel mondo del porno nella Los Angeles degli anni 90, con Sadie, una neolaureata con il massimo dei voti alla facoltà d’ingegneria del Politecnico di Zurigo nel 2034?




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Margherita A. Terrasi

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