• Maggie

"La casa sulle sabbie mobili", di Carlton Mellick III - Recensione



Vi è mai capitato di immaginare un mondo in cui i bambini venissero cresciuti da delle tate, in appositi appartamenti, un mondo di bambine con corna da cervo, di genitori che vivono nella loro stessa casa, ma che non potranno incontrare fino a una certa età? Io no e ammetto che quest’originalità mi ha colpita.

Oggi, gufetti, parleremo di “La casa sulle sabbie mobili”, un libro di bizarro fiction – è stata la prima volta che ho sentito parlare di questo genere letterario – di Carlton Mellick III.

Il libro racconta l’inquietante avventura dei fratelli Polly e Tick, cresciuti nell’appartamento dei bambini e ansiosi di conoscere i propri genitori. Ormai Polly è grande, ma questi sconosciuti - perché alla fine di sconosciuti si tratta - non sono ancora venuti a prenderla. I due ragazzini quindi crescono quindi con la tata, come se fosse una madre, non potendola nemmeno abbracciare a causa delle regole imposte in quella struttura. Passano il tempo a immaginarsi come possa essere la loro vera madre. Tick si figura una madre di carta, che prende forma direttamente da un suo disegno. Lo scenario si farà sempre più tragico quando le macchine per il cibo smetteranno di funzionare e allo stesso modo pure la “tata”, che di umano non ha molto. Così i due piccoli saranno costretti ad abbandonare l’appartamento dei bambini, alla ricerca di quei genitori che sembrano ormai averli abbandonati.

È un racconto avventuroso, spaventoso e sicuramente ricco di elementi fantastici. Ammiro molto l’originalità di Mellick. Il finale vi lascerà senza fiato. Durante le live qualcuno di voi ha paragonato la storia a quello di un “Piccoli brividi” e sono d’accordo. Si avvicina molto al genere horror, anche se devo dire che bizarro fiction è una definizione che ci casca a pennello.

Non mi è piaciuta molto la narrazione al presente e non so se sia una cosa dovuta alla traduzione, o propria del testo originale. Ammetto che questo particolare mi ha infastidita un po’, anche se a un certo punto me ne sono dimenticata, ero troppo immersa negli eventi rocamboleschi del romanzo.

Arrivata al finale, quando finalmente si scopre la verità sui genitori dei bambini e sulla struttura in cui essi vivono, ero emozionata come una bambina che ha appena ricevuto una caramella in regalo. Esattamente come Tick e Polly, il lettore non vede l’ora di scoprire la verità, si sente in balia dell’orrore che circonda i poveri bambini, prova paura per i personaggi e vuole salvarsi. Il finale ti strappa il fiato, inizialmente credi sia tutto finito, ma ecco un barlume di speranza, la luce in fondo al tunnel. Per non parlare della conversazione con la tata alla fine del libro, che mi ha strappato non poche lacrime.

In conclusione, ho apprezzato tanto questo racconto, nonostante qualche difetto nella narrazione, l’ho trovato di una bellezza sublime. Il fascino di un ambientazione distopica, accompagnato a descrizioni bislacche dei personaggi e a un mondo dalla logica ben delineata mi ha conquistata. Inoltre è il romanzo che mi ha introdotta per la prima volta alla bizarro fiction, perciò credo che andrò a curiosare alla ricerca di altri racconti dello stesso genere. Vi consiglio di fare un giro sul sito della collana Vaporteppa, perché ne vale veramente la pena.


Trama

Tick e Polly non hanno mai incontrato i loro genitori. Sono confinati nell'appartamento dei bambini dove crescono sotto le cure dell'anziana Tata Warbourogh, nell'attesa di poter incontrare mamma e papà e andare a vivere nel resto della casa. Dopo anni di attesa ormai Polly è diventata troppo grande per i vestiti che ha nell'armadio e dei genitori non c'è ancora nessuna traccia. Quando i macchinari che rendono autosufficiente l'appartamento iniziano a guastarsi, Polly e Tick sono obbligati ad affrontare il resto della casa. Li aspetta un labirinto di stanze e corridoi in rovina, abitato da creature mostruose che cacciano nelle ombre. La ricerca dei genitori diventa una battaglia per la sopravvivenza, nella disperata speranza di trovarli prima di morire di fame. Il mondo fuori dalle poche stanze in cui sono cresciuti è molto diverso da quello che pensavano di trovare, e più attraversano la casa e più svelano misteri che non avrebbero mai voluto scoprire. Uno dei libri più intimi e toccanti della produzione di Carlton Mellick III.



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Margherita A. Terrasi

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Autrice e grafica, Milano

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