• Maggie

Le fasi della grafica, raccontate da una grafica inesperta


Spesso ho pensato di parlare del mio lavoro perché le progettazioni creative vengono viste con sfiducia da parte delle persone. Affidare un progetto a una persona che non abbiamo mai visto in faccia è difficile, per questo è fondamentale per un grafico comunicare al meglio sé stesso.

Sono un perito grafico dai tempi delle scuole superiori, ho frequentato l’ITSOS Albe Steiner di Milano, un istituto peculiare dedicato allo studio di molti ambiti multimediali (fotografia, cinema, grafica pubblicitaria, web design, e così via). Sono sempre stata fiera del mio diploma come perito in arti grafiche, perché gli studi che ho svolto in quella scuola rispecchiano appieno il mio spirito pragmatico e creativo. Molte delle conoscenze multimediali che ho acquisito le devo all’ITSOS e alla mia profonda e innata curiosità verso questo ambito. In seguito ho frequentato l’università, anche se nelle scienze umanistiche, ma non ho mai abbandonato i progetti che avevo in mente di portare avanti già dalla fine delle scuole superiori. “Se inizi qualcosa la finisci” è uno dei miei motti. Volevo creare il mio libro in tutto e per tutto, conoscevo abbastanza bene i programmi Adobe per lavorarci da sola. Fu così che scrissi quattro libri. Feci molta pratica, insomma. Lavorai per diversi anni al mio sito web, che ha subito certamente un'evoluzione non da poco. Probabilmente se vedeste il mio sito per come era qualche anno fa rimarreste di stucco. Ho lavorato molto ogni giorno, anche a tarda notte per ottenere il risultato che ho oggi. E il mio lavoro non è mica finito qui. Il miglioramento sembra non finire mai. Sono sempre stata più portata per la grafica, ma ci ho messo del tempo per capirlo, avendo una personalità molto creativa. Il desiderio di fare tutto da me mi ha spesso spinta a imparare a utilizzare nuovi programmi che mi aiutassero a montare video, creare musiche, migliorare la personalizzazione del mio lavoro. Sono molto eclettica e amo da sempre la sperimentazione.

Bando alle ciance, in questo articolo vi elencherò le fasi più importanti del mio lavoro come grafica. Non prendete ciò che vi dico per oro colato, ci sono grafici che sono decisamente più esperti di me e che hanno anche avuto modo di studiare in un’accademia. Io vi parlo solo attraverso quell’esperienza personale (e forse anche la mia naturale attitudine) che mi ha portata a imparare i rudimenti del mio mestiere.


Brief


Il brief è il documento creato nel primo incontro tra cliente e grafico. In sostanza è un foglio su cui viene descritta l’attività del cliente - nome progetto, dettagli ulteriori su quest’ultimo, come il cliente vuole apparire al pubblico, tipo di budget, ecc. -, i dettagli sul progetto in sé - di cosa necessita il cliente per raggiungere l’obiettivo prestabilito, come deve apparire la grafica desiderata - e infine i dati da inserire all’interno della grafica (se ci sono). Il brief è la fase iniziale della collaborazione tra cliente e grafico ed è costellata di domande. Un bravo grafico deve accertarsi di ogni dettaglio per svolgere un buon lavoro e deve spiegare al cliente come funziona il suo lavoro nello specifico, indistintamente da quale sia la conoscenza grafica di quest’ultimo. Questo perché ogni grafico ha dei metodi diversi e dei tempi diversi a seconda dell’esperienza e della tecnica. Sempre nel brief si stabiliscono le deadline, nel caso ci siano, del lavoro. Si scelgono le forme e i colori base desiderati e si cerca di capire se il cliente si è già fatto un’idea di cosa vorrebbe.


Rough (bozze)


Spesso in questa fase viene data carta bianca al grafico. Quante volte mi sono sentita dire “L’artista sei tu” per ritrovarmi a disegnare decine di bozze inutilmente e scoprire infine che il cliente aveva già deciso in precedenza cosa voleva. Nonostante sembri spesso una fase inutile, credo che le bozze siano il momento più importante per stabilire un reale contatto col cliente. Si viene testati ed è per questa ragione che preferisco parlare del prezzo per il lavoro fatto solamente dopo aver raggiunto il primo layout. I rough, insieme alla comunicazione costante, sono la base su cui si costruisce la fiducia. Anche perché se il cliente è spaventato all’idea di dover pagare qualcuno che non conosce, per un lavoro che non conosce è facile che non andrà oltre questa fase.

Il numero di schizzi è molto variabile. I miei in media vanno intorno alla decina, sempre a seconda delle esigenze. L’unico consiglio che ci tengo a dare, sia agli aspiranti grafici, che ai clienti è di comunicare molto tra di voi in questa fase. Meglio comunicherete e meno bozze saranno necessarie per arrivare al layout. È normale che molti clienti abbiano le idee confuse, perciò durante la fase di bozza cercate di focalizzare sempre meglio quello che vorreste ottenere, a livello visivo e comunicativo. Spesso i clienti selezionano alcune delle bozze che ho disegnato e dicono che vorrebbero un po’ di questo e un po’ di quello, altre volte succede che l’idea rendeva meglio nella testa del cliente, ma disegnata su carta non piace e perciò si finisce col cambiare il progetto.

È la fase più caotica di questo lavoro. Però vi assicuro che una volta raggiunto il layout finale la soddisfazione sarà tanta.


Layout


Il layout è la grafica abbozzata nella sua forma definitiva. A questo punto il cliente può cambiare idea, scegliendo di modificare dei dettagli, ma non modificando la base a cui si è giunti attraverso gli schizzi. Ci possono essere diversi layout, ma hanno sempre come base la grafica scelta alla fine della fase precedente.

In genere è a questo punto che scelgo il prezzo indicativo per il lavoro che si sta svolgendo, perché è la fase che mette in chiaro quale potrebbe essere la grafica effettiva che il cliente sta cercando. Mi baso sul mio listino prezzi, sul budget a disposizione del cliente e le mie necessità materiali per lavorare su quella grafica.


Finish layout


Una volta che si è selezionato il layout definitivo, scartando tutti gli altri, si raggiunge la fase del finish layout. A questo punto si ha ben chiaro quale sarà l’immagine che il cliente vuole e non si possono più accettare modifiche strutturali. L’immagine è quella, fine.


Prove colore


Una volta ottenuta l’immagine di base, a seconda delle necessità del cliente, si fanno diversi provini con le prove colore. Sostanzialmente il grafico deve scegliere più combinazioni di colore e farle revisionare al cliente. Nei casi migliori il cliente sa già quali colori vuole, perché ha già un sito, una palette di colori, o nella sua attività compaiono più spesso quelle tonalità in particolare. Negli altri casi invece sta al grafico convincere il cliente dell’importanza di avere una palette precisa, di modo da rendere più identificabile la propria attività. Una volta che si cede alla volontà confusa del cliente è un attimo perdersi in pagine e pagine di provini, con i colori più svariati.


File definitivo e assistenza


La fase della prova colori vi sembrerà un inferno che non ha mai fine, ma credetemi: tutto ha una fine.

Una volta che il cliente avrà scelto la grafica, colorata o non, che più gli piace, si è giunti quasi al termine. A questo punto siete stati già pagati, perciò in molti invierebbero il file definitivo e chiuderebbero lì il lavoro.

In realtà il cliente spesso ha bisogno di ulteriori supporti, magari consigli sull’utilizzo dei colori, oppure sulla stampa - molti grafici stampano anche le grafiche a cui lavorano, ma non è il mio caso. Ora che siete alla fine del lavoro, vi consiglio di non farvi influenzare dal fatto che siete stati pagati. Va bene dare consigli, o dare una mano nei giorni dopo l’invio del file, ma ricordatevi che non siete degli schiavi. Avete lavorato e avete ottenuto la giusta ricompensa. Inoltre, avrete tanti altri lavori da portare avanti e non vale la pena fossilizzarvi eccessivamente su un singolo di questi.

Se il cliente insisterà sulla necessità di lavorare a un progetto che avete già chiuso, avrete tutto il diritto di chiedere un extra, perché quel lavoro può potenzialmente rubare tempo a un altro progetto.


Così siamo arrivati alla fine. Quelle che vi ho elencato sono le fasi del mio lavoro come grafica. Spero che possano essere utili a voi, come futuri clienti di un grafico, e anche a chi grafico vuole diventare come piccola esperienza personale. Se ho dimenticato qualche punto e avete più esperienza di me, vi invito caldamente a scrivermelo tramite messaggio privato, oppure in un commento. Sono sempre felice di imparare qualcosa di nuovo.


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Margherita A. Terrasi

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Autrice e grafica, Milano

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