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"Non chiamarmi amore", di Patrizia Benetti - Recensione

Aggiornato il: 23 lug 2019



“Non chiamarmi amore” è la storia di Beatrice, donna abbandonata con sua figlia dal marito per sette lunghi anni. Una donna che ha fatto del suo meglio per rendere la vita di sua figlia piena e felice, nonostante l’assenza del padre. La sua storia d’amore travagliata con Tommaso Longobardi, un personaggio con una vita segnata dal dolore.

Nonostante la protagonista sembri essere Beatrice, alla fin fine viene dato spazio a tutti i personaggi, che hanno modo di raccontare, attraverso i loro pensieri, la vita che hanno vissuto, i loro problemi e le loro paure. Questo libro si propone di raccontare la storia di diversi personaggi e lo fa bene. Ci spostiamo da un punto di vista all’altro, osservando i travagli dei vari protagonisti, caratterizzati da una psicologia accurata e abbastanza realistica. Ognuno di loro segnato da una vita che non lascia scampo e dal desiderio di essere felice, a proprio modo. Io l’ho visto un po’ come un triste racconto di amori falliti, di sfiducia, di persone che influenzano altre persone.

Il titolo del libro non lascia minimamente sospettare quello che il romanzo vuole raccontare. È stato una bella sorpresa. Non è la classica storia d’amore, ma la storia di una donna, pronta a chiudere potenziali rapporti per il bene di sua figlia, che si ritrova incastrata in una situazione terribile, in cui perde sua figlia, e soffre per la propria impotenza. Mi è piaciuta molto la componente thriller del libro. È stato ciò che ne ha davvero acceso l’atmosfera, creando suspense e preoccupazione per il destino della piccola Lorena. Ho amato il fatto di non riuscire a capire immediatamente chi fosse il colpevole del rapimento. L’intero libro è costruito per farti sospettare un po’ di tutti i personaggi che circondano Beatrice, creando un’atmosfera di ansia. Beatrice non sa da chi deve proteggersi e nemmeno il lettore: se dagli ex della donna, con un passato turbolento, oppure da altri personaggi che si sono sentiti da lei rifiutati.

Il finale triste e per nulla scontato mi è piaciuto molto. È realistico e scritto bene, mi ha quasi commossa. Ho apprezzato lo stile di scrittura della Benetti, perché è molto intuitivo, delicato e rilassa la mente durante le lettura. Il libro è molto bello nel suo insieme, lo consiglio agli amanti dei gialli e dei thriller.

Una cosa che non mi è piaciuta molto sono i diversi errori di battitura che non sono stati corretti in fase di editing. Sembra quasi che sia stato fatto troppo velocemente. Per quel che riguarda la copertina e il titolo, la prima non sembra c’entrare molto con l’argomento trattato, mentre il secondo ricorda più il titolo di un romanzo rosa, o uno young adult.

Non ho molto altro da aggiungere per questo libro, di per sé è un buon racconto thriller e merita di essere letto, ti fa passare del tempo di qualità e non risulta mai noioso. I personaggi sono così ben caratterizzati da sembrare reali e questa è la nota che personalmente mi è piaciuta di più. Amo i libri con personaggi tormentati dal loro passato, ma che, nonostante questo, ricercano ancora la felicità. Ci provano, magari non riuscendoci, ma continuano a provarci, rinchiusi nel circolo vizioso di amore e sofferenze tipico della vita.


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Margherita A. Terrasi

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