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Recensione di "Il richiamo di Morfeo" - di Sarah Troullier

Aggiornato il: 11 apr 2019



È un libro per giovani lettori scritto da Margherita Aurora Terrasi, di cui i protagonisti sono un gruppo di ragazze accomunate da un’unica antenata, che nell'Antica Grecia fu maledetta dal Dio Morfeo.

Una ragazza di nome Yv, sostenuta dall'amico e confidente Colin dovrà unirsi a questo gruppo che porta il nome di “Culto di Hypnos” per far fronte a questa maledizione. Tra i sogni suoi e quelli di altre persone da lei visitati scoprirà una terribile verità su di lei e sulla sua famiglia; ma per amicizia verso le sue nuove compagne e per amore verso Colin intraprenderà dure prove contro Morfeo nella speranza di spezzare la maledizione verso tutti.

Il ritmo della narrazione è scorrevole, ma non molto preciso sui dettagli del luogo in cui la storia è ambientata, un paesino all'esterno della città di Washington, capitale degli Stati Uniti, e i posti di rilievo sono le abitazioni di Yv, Colin e l’ospedale in cui la nonna di lei verrà ricoverata.

La storia si alterna tra i momenti di vita quotidiana passati da Yv e Colin tra cui la simpatica scena della colazione con i pancake e i sogni da lei fatti; ma il culmine del libro arriva col finale relativamente aperto, dove vengono confrontate due esperienze di vita future quasi opposte che Yv si troverà ad affrontare se spezzata la maledizione, a cui si aggiungono due monologhi fatti da Colin e dalla nonna di Yv in punto di morte, interpretabili come una dichiarazione d’amore e affetto verso la protagonista.

L’incertezza del finale è di carattere molto sperimentale, perché spezza le consuetudini delle normali narrazioni e delle fiabe portate avanti nelle teorie di Greimas e Propp. Un caso del genere è stata riscontrata anche nel OAV giapponese “La voce delle stelle”, ma in modo meno confuso.

L’autrice potrebbe aver scelto l’incertezza del finale per rispecchiare la confusione portata dai sogni e i pensieri strani della mente umana, ma nell'inizio e nello sviluppo aveva fatto procedere la storia come un romanzetto compiuto con fantasia ambientata nell'America contemporanea.

L’imprecisione inizia proprio quando Yv prende la decisione di affrontare Morfeo direttamente; ed è proprio lì che si susseguono i colpi di scena.

È una narrazione lenta che accelera col tempo, ma, dando il mio parere, per essere apprezzata sul finale dovrebbe incontrare un lettore aperto allo sperimentalismo e a conoscenza delle teorie sulla critica letteraria, perché possa capire fino in fondo il punto a cui la Terrasi cercava di arrivare.

Sarah Troullier

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Autrice e grafica, Milano

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